Il leggendario pallonetto da centrocampo

Il leggendario pallonetto da centrocampo

Scritto il 04/05/2018
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Due gol in due minuti, sono un evento eccezionale. Il secondo dopo il calcio d’inizio della ripresa da centrocampo, è Storia con “s” la maiuscola. Il secondo con un pallonetto da quasi cinquanta metri è Leggenda, anche quello che è successo davvero.

Una partita del genere la ricorda chiunque, qualsiasi sia stata la squadra, comunque sia andata a finire e qualunque sia stato il risultato finale in campionato. A Catanzaro una partita del genere è Catanzaro-Sambenedettese, 2-0, del 10 aprile 2004, valida per la 28^ giornata del campionato di Serie C1, terminato con la promozione in B del Catanzaro di Piero Braglia, fra le pochissime gioie conquistate sul campo, due per l’esattezza (con la promozione in Prima Divisione del 2011-2012) ma questa fu la più importante, perché una promozione in serie cadetta è sempre da ricordare.

Una partita giocata di Sabato Santo, alla vigilia di Pasqua e con poco meno di ventimila spettatori al “Ceravolo”. E non era una cifra circoscritta solo all’occasione, ma rappresentava una felice e periodica consuetudine per quella grande cavalcata verso il successo.

Quel giorno il protagonista più atteso fu come sempre il bomber “Re” Giorgio Corona. Non segnò e non fece segnare, ma diede modo ad altri due compagni di essere protagonisti leggendari. Uno dei due, il secondo – ne siamo certi – sarà destinato all’immortalità calcistica e verrà ricordato ancora, nei secoli a venire.

Ma veniamo ai due minuti fatidici e ai gol. Al 72’, Domenico De Simone sblocca il risultato con una rasoiata perfetta scoccata poco fuori dall’area che si infila perfettamente nell’angolino basso alla destra del portiere Aprea, che può solo guardare. Ma ancora di più resterà immobile un minuto dopo, quando Fabrizio Ferrigno, con una calma olimpica e una velocità d’esecuzione, sorprende il portiere con un pallonetto calibrato come pochi, che atterra dolcemente in rete fra il tripudio di un pubblico in delirio, che tutto si sarebbe aspettato tranne una cosa del genere. Ma questo è il calcio e le prodezze arrivano quando meno te le aspetti. E lasciano il segno.

Un segno di Zorro, marchiato a fuoco nell’aria, indelebile.

 

Aurelio Fulciniti