Febbraio ’77: la prima volta in trasferta, in Serie A

Febbraio ’77: la prima volta in trasferta, in Serie A

Scritto il 12/02/2018
da Giovanni Campisi


Per il tifoso di calcio, sono tanti i momenti importanti nella storia della sua squadra. Per una società della “provincia”, questi, non coincidono quasi mai con grandi trofei conquistati, bensì con traguardi importanti e soprattutto significativi, di quelli che rimangono nella memoria di tutti. La prima vittoria fuori casa in Serie A è uno di quei momenti: a Catanzaro, bisogna tornare con la menta al 6 febbraio 1977, 15^ e ultima giornata del girone di andata.

Il palcoscenico è di quelli prestigiosi: lo stadio “Olimpico” di Roma. L’avversario è la Lazio. Il Catanzaro arrivò a quella partita reduce da una prestigiosa vittoria sul neutro dell’allora “Cibali” di Catania (oggi “Angelo Massimino”) contro il Milan, con gol di Sperotto (una “meteora” il cui nome non è stato dimenticato, a differenza di tanti altri); fu proprio Giannantonio Sperotto, vicentino di Breganze, ad aprire le occasioni al primo minuto, impegnando il portiere laziale, Felice Pulici, con una difficile deviazione in uscita.

Al 3′ Pietro Michesi, attaccante giallorosso dalla mira quasi sempre spuntata – ma che di lì a breve avrebbe marchiato il suo nome sul risultato finale – servì male il compagno di squadra, Boccolini, da posizione ottimale. Soltanto l’antipasto, perché al 13’ arrivò il gol partita: Michesi, su punizione dalla lunga distanza, colpì rasoterra di sinistro: la gran botta si infranse sul palo, carambolando sulla schiena del portiere, tuffatosi in leggero ritardo, finendo in rete.

Un autogol non certo fra i più classici – quelli del portiere sono spesso una rarità – ma decisivo. Fu un duro colpo per i biancocelesti, allenati da Luis Vinicio “O Lione”, che per tutto il primo tempo restarono di sasso, senza trovare il bandolo della matassa, permettendo al Catanzaro di controllare più o meno agevolmente, rischiando in un paio di occasioni.

Nel secondo tempo fu un assedio laziale, ma il portiere Giorgio Pellizzaro parò tutto: dove non arrivava l’estremo difensore dell’US, ci fu il palo colpito dal regista laziale, Franco Cordova, a graziare gli ospiti (per la cronaca, fino alla stagione precedente alla Roma per dieci anni, passò alla storia la frase di Cordova “Mi fa uno strano effetto giocare il derby da travestito”).

Con la vittoria contro la Lazio, il Catanzaro salì a tredici punti in classifica: con i due punti a vittoria ed il campionato a sedici squadre, allora costituiva una buona quota per poter pensare alla salvezza diretta. Tuttavia, quella vittoria si rivelò un “boomerang” per il Catanzaro, che nel girone di ritorno spense la luce.

La miseria di appena otto punti, con tre vittorie (tutte in casa e verso la fine del campionato), due pareggi (uno solo esterno, a Bologna) e ben dieci sconfitte, non riuscì per la seconda volta a mantenere la categoria, retrocedendo dopo una sola stagione. Ma fu una retrocessione quasi “indolore”, perché nella stagione successiva fu di nuovo promozione in Serie A.

Ma quella è un’altra storia, che certamente non mancheremo di raccontarvi.

Aurelio Fulciniti